Quel giorno ero come sempre a lavoro tranguilla quando all'improvviso mi viene un capogiro ed uno svenimento. Il titolare si avvicina e mi dice di tornare a casa e poi di rivederci nel pomeriggio.
Quando rientro a casa (ancora eravamo fidanzati),quindi torno dalla mia mamma, la mia mamma si preoccupa e sapendo anche lei del mio ritardo insiste col farmi acquistare un test di gravidanza. Io non volevo e dicevo che era impossibile perché prendevo la pillola e poi avevo delle piccole macchie di sangue.
Ma non appena passa quell'interminabile minuto mi accorgo che sono spuntate tutte e tre le liniette. Cosa che prevede una gravidanza in corso.
Ci rimango cosi' male che con la paura, di mio padre (siciliano incallito) e il non sapere come dire ad Orazio( il mio all'epoca fidanzato) ,ho passato l'intero giorno a ridere. Non appena mi decido e ho fatto mante locale di quello che volevo fare, tel ad Orazio. Gli spiego tutto quello che ci stava succedendo e riesco anche ad essere molto sicura delle mie decisioni: "Orazio, ho due notizie per te. La prima é che sono incinta e la seconda é che sto tel al ginecologo per fissare un appuntamento e togliere tutto." Dall'altra parte del tel silenzio e all'improvviso sento TU,TU,TU. Aveva staccato il tel.
Riprovo a tel ma lui non risponde.
Ci vediamo la sera e mi fa ripetere il test per essere sicuro che era stato fatto nei modi giusti.
Quando anche il secondo test risulta positivo lui inizia ridere contento dicendo:" Saro' papà?"
Gli blocco subito l'entusiasmo mettendogli davanti tutto il quadro della situazione e i miei motivi dell'aborto.
Avevamo acquistato casa ancora da 1 mese era da completare e già il prestito era alto.
Eravamo fidanzati ed un figlio fuori dal matrimonio non lo avrei mai voluto (prendevo le mie precauzioni°
Mio padre ci avrebbe ucciso come fece l'Orlando Furioso.
E la cosa più importante avevo solo 21 anni e non volevo assolutamente figli o almeno per il momento no.
Cosi' la decisione si rimanda all'indomani, dopo la visita e un ulteriore conferma da parte del ginecologo;
L'indomani nell'ecografia si vede già la camera con un puntino bianco, che mi spiega essere il cuore, ero giaà di 6 settimane.
Non appena usciamo dal ginecologo Orazio mi dice che lui non accetta assolutamente la mia idea e se lo faccio non sa se riesce a continuare la nostra storia.
Sotto consiglio del ginecologo pero' nel pomeriggio facciamo la nostra prima seduta dallo psicologo per aiutarci a decidere e metterci daccordo.
Nel frattempo iniziavo a sentirmi male veramente.
Avevo un continuo dolore al ventre ma che continuavo a sottovalutare e le macchie divenivano sempre più freguenti.
L'indomani dal dolore non riuscivo neanche ad alzarmi cosi' vado in ospedale e mi dicono di fare assoluto riposo e di prendere delle pillole per il dolore. Inizialmente mi spiegano é normale la perdita di sngue perché si chiude l'utero ma i dolori sono un chiaro segno di minacce d'aborto.
Torno a casa e trovo la sorpresa che mio padre ha saputo tutto da parte di mia madre.
Non vi dico la mezz'ora d'inferno e inchiesta che ho subito da parte di mio padre convinto che Orazio mi avesse lasciato (erano tre giorni che non veniva a casa dei miei per vergogna e ne io andavo dai suoi).
La sera mio padre mi dice che lui e anche tutta la mia famiglia non accetta la mia decisione ma che comunque mi saranno vicini.
Passiamo alla volta di dirlo ai miei suoceri e la reazione non é stata anche li' delle migliori, ma alla fine hanno, anche loro, detto che qualunque fosse la decisione avrebbero accettato.
Da qui inizia il mio calvario su cosa fare. Ero rimasta da sola nessuno mi approvava e nessuno dava valide le mie motivazioni.
Dopo 15 giorni e 15 sedute mi convinco per il provarci a portarla avanti, Ma non rispetto al 100% le raccomandazioni del ginecologo.



