La scoperta

La scoperta
Tutta la nostra storia inizia dal 31/05/2005.
Quel giorno ero come sempre a lavoro tranguilla quando all'improvviso mi viene un capogiro ed uno svenimento. Il titolare si avvicina e mi dice di tornare a casa e poi di rivederci nel pomeriggio.
Quando rientro a casa (ancora eravamo fidanzati),quindi torno dalla mia mamma, la mia mamma si preoccupa e sapendo anche lei del mio ritardo insiste col farmi acquistare un test di gravidanza. Io non volevo e dicevo che era impossibile perché prendevo la pillola e poi avevo delle piccole macchie di sangue.
Ma non appena passa quell'interminabile minuto mi accorgo che sono spuntate tutte e tre le liniette. Cosa che prevede una gravidanza in corso.
Ci rimango cosi' male che con la paura, di mio padre (siciliano incallito) e il non sapere come dire ad Orazio( il mio all'epoca fidanzato) ,ho passato l'intero giorno a ridere. Non appena mi decido e ho fatto mante locale di quello che volevo fare, tel ad Orazio. Gli spiego tutto quello che ci stava succedendo e riesco anche ad essere molto sicura delle mie decisioni: "Orazio, ho due notizie per te. La prima é che sono incinta e la seconda é che sto tel al ginecologo per fissare un appuntamento e togliere tutto." Dall'altra parte del tel silenzio e all'improvviso sento TU,TU,TU. Aveva staccato il tel.
Riprovo a tel ma lui non risponde.
Ci vediamo la sera e mi fa ripetere il test per essere sicuro che era stato fatto nei modi giusti.
Quando anche il secondo test risulta positivo lui inizia ridere contento dicendo:" Saro' papà?"
Gli blocco subito l'entusiasmo mettendogli davanti tutto il quadro della situazione e i miei motivi dell'aborto.
Avevamo acquistato casa ancora da 1 mese era da completare e già il prestito era alto.
Eravamo fidanzati ed un figlio fuori dal matrimonio non lo avrei mai voluto (prendevo le mie precauzioni°
Mio padre ci avrebbe ucciso come fece l'Orlando Furioso.
E la cosa più importante avevo solo 21 anni e non volevo assolutamente figli o almeno per il momento no.
Cosi' la decisione si rimanda all'indomani, dopo la visita e un ulteriore conferma da parte del ginecologo;
L'indomani nell'ecografia si vede già la camera con un puntino bianco, che mi spiega essere il cuore, ero giaà di 6 settimane.
Non appena usciamo dal ginecologo Orazio mi dice che lui non accetta assolutamente la mia idea e se lo faccio non sa se riesce a continuare la nostra storia.
Sotto consiglio del ginecologo pero' nel pomeriggio facciamo la nostra prima seduta dallo psicologo per aiutarci a decidere e metterci daccordo.
Nel frattempo iniziavo a sentirmi male veramente.
Avevo un continuo dolore al ventre ma che continuavo a sottovalutare e le macchie divenivano sempre più freguenti.
L'indomani dal dolore non riuscivo neanche ad alzarmi cosi' vado in ospedale e mi dicono di fare assoluto riposo e di prendere delle pillole per il dolore. Inizialmente mi spiegano é normale la perdita di sngue perché si chiude l'utero ma i dolori sono un chiaro segno di minacce d'aborto.
Torno a casa e trovo la sorpresa che mio padre ha saputo tutto da parte di mia madre.
Non vi dico la mezz'ora d'inferno e inchiesta che ho subito da parte di mio padre convinto che Orazio mi avesse lasciato (erano tre giorni che non veniva a casa dei miei per vergogna e ne io andavo dai suoi).
La sera mio padre mi dice che lui e anche tutta la mia famiglia non accetta la mia decisione ma che comunque mi saranno vicini.
Passiamo alla volta di dirlo ai miei suoceri e la reazione non é stata anche li' delle migliori, ma alla fine hanno, anche loro, detto che qualunque fosse la decisione avrebbero accettato.
Da qui inizia il mio calvario su cosa fare. Ero rimasta da sola nessuno mi approvava e nessuno dava valide le mie motivazioni.
Dopo 15 giorni e 15 sedute mi convinco per il provarci a portarla avanti, Ma non rispetto al 100% le raccomandazioni del ginecologo.

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# Posté le samedi 28 juillet 2007 18:18

Modifié le lundi 30 juillet 2007 07:18

Le 28 settimane

Le 28 settimane
La mia gravidanza non é stata delle migliori ma neanche delle peggiori.
Innanzitutto al lavoro mi licenziarono perché dissero che non potevano aspettarmi per un anno.
Ho trascorso quasi tutti i primi 3 mesi a letto e appena mi alzavo avevo macchie e dolori quindi sono stata costretta.
Ma io essendo una tipa sempre in movimento cercavo sempre qualcosa da fare.
Infatti, appena il medico mi disse di potermi alzare che il rischio era passato iniziai ad organizzare il nostro matrimonio.
Il nostro sogno era sposarci lo stesso giorno del nostro fidanzamento cioé il 6/11/2005. Ma a mio marito dissero che le ferie se voleva gliele davano ad Ottobre, cosi' abbiamo anticipato al 5/10/2005 (per fortuna).
Ad Agosto il ginecologo mi ripete nello stesso giorno due ecografie ma non mi spiega nulla.
Mi fa ritornare dopo 15 giorni e mi dice che c'é qualcosa di strano il bambino, ( non volevamo sapere il sesso),non cresce tanto.Mi fa fare una serie di esami ma tutto é normale. Cosi' mi dice che é meglio controllare ogni settimana lo sviluppo del bambino perché per lui non era normale quel rallentamento della crescita improvviso e non riusciva a capire da dove provenisse. Mi disse anche che al massimo sarebbe nato più piccolino ma non con problemi.
Passai un mese al mare, ho aiutato mia madre nel trasloco della sua nuova casa e tutto procedeva bene, anche se cresceva di poco ma tutto il resto era nella norma. Dopo il mio matrimonio inizio a sentirmi stanca di continuo e mi vedo gonfia ma non ci metto testa perché credo sia causato dallo stress che stavo subendo e non dicevo niente a nessuno. Un' amica mi chiede se per il periodo dei morti me la sentivo di aiutarla. Non dovevo far nulla solo prendere le prenotazioni dei fiori che le persone chiedevano, dovevo stare seduta ed era solo per la mattina. Ma...
Giorno 31/10/2005 mia madre inizia a chiedermi perché ero gonfia e se lo avevo detto al ginecologo e le risposi di no. La sera mi fece dormire con i cuscini sotto le gambe per vedere se mi sgonfiassero e che quindi era solo la pesantezza della gravidanza (mio marito lavorava fuori quindi ero da sola). La mattina mi svegliai sempre gonfia ma avevo una stanchezza atroce.
Quello sarebbe stato il mio penultimo giorno di "lavoro" dalla mia amica.
Quando a pranzo tornai a casa non riuscii a mangiare stavo male mi girava la testa e mi sentivo debole. Mia madre disse di tel al gine ma io testa dura, per paura di sentirmi dire qualcosa di brutto, rifiutai. Mia madre telefono' lei al ginecologo e lui le disse di andare subito a misurare la pressione e di andare in ospedale per un probabile ricovero.
Ero sta tre giorni prima da lui e la pressione era a posto e il bambino non portava strani problemi lo avevo anche sentito muovere qualche volta.
Misurata la pressione,che era 165/90 subito mia madre mi porto' in ospedale e mi disse c'é un problema sicuro.
Arrivata in ospedale la pressione era scesa a 145/90 ma per loro sempre alta e quindi mi ricoverarono. Mi misero subito la cinta per il tracciato al bambino, la macchina della pressione (che la misurava ogni 15 minuti) e una flebo. Non spiegarono nulla solo che era una precauzione.
Quando arrivo' il mio dottore mia madre gli fece vedere le gambe e le mani e lui disse "mi sa che resterai qui fino a quando non dovrai partorire" gli dissi che ancora ci volevano altri tre mesi e lui mi sorrise e se ne ando'.
Appena la pressione saliva mi davano una pillola per farla scendere cominciarono a farmi fare l'ossigeno terapia che dicevano serviva per il bambino e delle punture sulla pancia sempre per aiutare il bambino. Chiesi se c'erano particolari problemi ma a me dicevano sempre di no, ma vedevo mia madre preoccupata. Iniziarono a nche a farmi sempre ecografie e videro che la crescita si era arrestata e che le arterie uterine si stavano ostruendo e mi diedero altre pillole per la fluidificazione del sangue.
A miomarito avevo detto che ero stata ricoverata, ma che era normale arrivata a sesto mese lo facevano a tutte. Ma arrivati alla notte fra il 4-5/11/2005 inizia a sentirmi sempre più male.
Respiravo male sentivo un forte dolore al petto e appena chiamavo gli infermieri venivano con una pillola per la pressione, mi calmavo un po' ma dopo poco riprendeva quel calvario atroce.
Arrivati alle 6.30 arrivo' il primario e venne subito nella mia stanza e mi chiese come stavo. Non riuscivo a rispondere e spiegavo che mi faceva male troppo il petto. La prima cosa che pensarono fu che stessi avendo un problema al cuore infatti arrivarono cardiologi e pneumologi per controllare il cuore e i polmoni ma tutto era sempre normale solo che quando arrivo' il momento della misurazione della pressione tutti scapparono senza dire nulla. Noi non avevamo visto quanto era e non l'avevano neanche riportato nella cartelletta.
Si erano già fatte le 11.00 e decido di avvisare mio marito dicendo di tornare perché quel giorno sarebbe successo qualcosa....
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# Posté le dimanche 29 juillet 2007 05:27

Modifié le lundi 30 juillet 2007 07:21

Il parto

Il parto
Alle 13.00 del 5/11/2005 arrivo' il mio ginecologo e io già non sono molto cosciente respiravo appena e avevo messo l'ossigeno per aiutarmi.
La mia pressione era arrivata a 270/150.
Lui entro' e appena mi vide ando' a prendere la valigetta per bucare la trachea, ma per fortuna arrivo' il primario e gli disse " ha ancora 20 anni non possiamo rovinarla. L'unico modo per salvare lei o il bambino e di farla partorire anche se é ancora presto".
Cosi' arrivano gli infermieri che mi spoglianoe mi portano via. All'interno della sala operatoria ricordo solo che litigai con l'anestesista che voleva a tutti i costi farmi epidurale e io non volevo perché avevo tanta paura e non volevo sentire e sapere nulla.
Mi svegliai in camera e chiesi come prima cosa di che sesso fosse, ( volevo tanto un maschietto), ma sempre per la felicità di mio marito era femminuccia.
Mio marito arrivo' alle 18.30 direttamente con le valigie dall'aeroporto e la prima cosa dovette andare a dare un nome a nostra figlia che ancora non era stato scritto.
Il suo nome é ILARIA pesava 580g ed era lunga 31 cm.
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# Posté le dimanche 29 juillet 2007 05:36

Modifié le samedi 24 novembre 2007 06:02

La degenza al MARIA PATERNO' AREZZO Ragusa

La degenza al MARIA PATERNO' AREZZO Ragusa
Passarono altri 6 giorni prima di dimettermi, tre prima di vedere mia figlia e 4 mesi prima di svegliarmi da quell'incubo.
Mio marito passava intere giornate chiuso in TIN (Terapia intensiva neonatale) con Ilaria, avevo una curiosità di vedere questa bimba cosi' piccola che tutti dicevano sembrare ad una barbie (anche se credo non abbiano mai visto una barbie).
Mi ero fatta l'idea che fosse una bambina normale e che solo fosse di dimensioni ridotte. Orazio quando tornava nella mia camera mi diceva solo il peso e che non c'erano problemi gravi quindi io ero serena. Ma la domenica il 6/11/2005 chiamai il prete dell'ospedale e chiesi se si poteva battezare mia figlia anche se fosse cosi' piccolina. Lui mi rispose di si e alle 14.00 aveva già fatto tutto.
Quando arrivo' mio marito si arrabbio' tantissimo sapendo che avevo fatto battezzare Ilaria. Mi disse che se fosse morta,cosa impossibile, fosse stata tutta colpa mia.
Rimase due giorni con lei e aspetto' che i medici mi dettero il lascia passare per vedere mia figlia.
Erano passati tre giorni e la mia idea di vedere una bimba normale era sempre più forte, e invece;;;;
Quando entrai, con la sedia a rotelle e tutte le flebo dietro, rimasi come una scema davanti a quell'essere cosi' piccolo, tutto rugoso, con le ossa tutte messe in primo piano, tanti fili a macchinari che la circondavano. Sembrava un vecchietto in fin di vita.
Appena due min e usci' di corsa dalla stanza e mi senti' cosi' in colpa per mio marito che aveva tanto voluto quella bambina e io gliel'avevo data in quel modo.
Pensavo che fosse impossibile amare una bambina cosi' e poi l'idea che non ce l'avrebbe fatta divento una certezza per me. Non potevo dirlo perché il dovere di madre non te lo fa dire ma lo pensavo tutte le volte che andavo in TIN.
Per tutti i 4 mesi di ospedale i miei erano solo doveri.
Quando le mie visite si fecero più freguenti iniziai a vedere tutti i reali problemi che avesse e tipo non sapeva ancora respirare da sola perché aveva il polmone destro ancora mezzo chiuso;
Non poteva mangiare perché l'intestino ancora era immaturo;
Non faceva il meconio perché non aveva la forza di espellerlo.
Infatti per respirare aveva dei tubi nel naso, per mangiare aveva un sondino nel foro dell'ombellico e per espellere il meconio ci é voluto molto più tempo.
Dopo 5 giorni ha cominciato a respirare da sola ma ogni tanto desaturava e le mettevano la CPAP(delle cannule vicino al naso per aiutarla).
Per mangiare invece...
Un giorno dopo le varie tel ricevute dai medici che chiedevano sempre autorizzazioni per le trasfusioni, raggi e cose varie ci fu una tel che chiedeva di andare subito in ospedale perché Ilaria aveva un urgente bisogno di essere operata.
Arriviamo in ospedale e il primario della neonatologia ci spiega che Il foro dell'ombellico si é chiuso e quindi per aiutarla a mangiare con la flebo si deve fare un piccolo intervento in prossimità dell'inguine per trovare una vena che porta le proteine e vitamine in circolo.
Chiedo se c'é qualche rischio e la risposta come giusto é Si. E' troppo piccola non le potremo fare neanche l'anestesia perché non arriva neanche a 600g ma le daremo qualcosa per attenuare il dolore.
Una dottoressa che non avevo mai visto mi dice Signora preghi ma non sono tanto convinta dei risultati. Già vi ha fatto il miracolo di farvela godere 12giorni!....
Mio marito voleva picchiarla ma ha capito che era meglio dare forza ad Ilaria.
Dopo 3 ore di intervento vedo il primario che esce di corsa e torna con altri dottori, non ci degna di uno sguardo e rientra nella TIN.
Questo ci fa riflettere perché per tutto il tempo lui usciva ad informarci di come stava procedendo l'operazione.
Iniziamo a sbirciare dalla finestra ma non si vede granché solo tutti imedici intorno alla sua cubatrice.
Alle 20.00 dopo 6 lunghissime ore escono tutti dicendo che tutto é apposto ma che possiamo vederla ma non toccarla per soli pochi minuti.
Entriamo é si vede che sta male perch'é pallida e non fa nessun movimento vediamo la ferita e poi ci fanno uscire.
L'indomani quando ritorno in ospedale il primario mi chiama nella sua sala e mi spiega che durante la notte Ilaria si mossa é ha fatto uscire l'ago e quindi sono stati costretti a metterle l'ago nel braccio ma che l'hanno dovuta fasciare e poi legare perché si muoveva troppo e si era tolta il sondino dal naso, pannolino(enorme le si vedevano solo i piedini, e la flebo dall'altro braccio.
Chiedo chi erano quei medici arrivati durante l'operazione e mi spiega che l'avevano persa ma che non sanno cpiegarsi come dopo poco il cuore ha ripreso a battere. Proprio nel momento in cui avevano perso le speranze.
Mi dice che ora rimane solo di far sbloccare lo stomaco per farla mangiare e farle espellere il meconio.
Ma per questo ci furono altri giorni di attesa e palpitazioni.
Iniziava lo stomaco ad ingrossarsi e ad ostruire i polmoni nel loro movimento cosi' iniziarono i primi clisteri che le liberavano solo una parte dell'intestino, ma la parte vicina all'esofago era ancora ustruita dal meconio. Fecero dei clisteri anche dalla bocca ma nulla cosi' tentarono l'impossibile.
Fecero una serie di contrasti,cioé inserivano del liguido nello stomaco sia dalla bocca che dall'ano e aspettavamo qualche reazione ma nulla.
Giorno 27/11/2005 era domenica quando arrivo in ospedale la dottoressa mi spiega che nel pomeriggio se Ilaria non avrebbe espulso il meconio sarebbe stata portata in una clinica a Catania.
Alle 16.00 ancora nulla e cosi' chiamarono l'ambulanza e via di corsa per il nuovo ospedale.
Mi spiegarono che li' se ci sarebbe stato bisogno di un intervento la NEC (aprire la parte interessata dello stomaco perforare una parte dell'intestino e fare uscire il meconio ormai indurito)li' sarebbero stati più attrezzati.
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# Posté le dimanche 29 juillet 2007 06:48

Modifié le samedi 24 novembre 2007 06:03

Degenza al POLICLINICO UNIVERSITARIO di Catania

Degenza al POLICLINICO UNIVERSITARIO di Catania
Non appena arrivammo con l'ambulanza e noi in auto la dottoressa mi disse: " Aveva bisogno di una passeggiata" Non capivo e poi mi spiego' che aveva espulso il meconio.
Non vi posso spiegare la gioia che si puo' provare nel veder la cacca nel pannolino del proprio figlio.
La permanenza in questo ospedale duro' 2 mesi e mezzo quasi.
Non fu di certo una passeggiata perché ancora avevamo tanti ostacoli da superare insieme ad Ilaria.
La mattina successiva quando arrivammo tutto era normale solo che la ritrovai con tutti i tubi nel naso di nuovo e molti più fili per monitorarla. Chiesi il perché di nuovo della macchina per respirare e disse che nel tragitto aveva preso un infezione e quindi desaturava spesso. Iniziarono a fare tanti controlli e tanti esami e trovarono che avevai ventricoli cerebrali ingrossati e dissero che bisognava aspettare un mese prima che avrebbero potuto dire se ci fossero stati in seguito danni cerebrali.
Passato il primo mese dicono che sembra non avere particolari problemi perché si stavano richiudendo ma che ancora non erano certi.
Appena attenuato questo, partiamo col problema agli occhi. Le trovano la ROP (retinopatia) di primo grado ma mi dicono che se si ferma qui va bene ma se arriva al terzo grado si deve operare.
Per fortuna arrivo' al secondo stadio e poi ritorno' indietro e il problema si risolse da solo.
Passata anche questa una sera ci arriva una brutta notizia.
In questo ospedale mio marito poteva solo vederla dal vetro senza entrare in TIN e io potevo solo vederla per un'ora dalle 15.30 alle 16.30 e la mattina alle 11.00 dovevo portarle il latte.
Il primario ci chiama nel cell dicendo che doveva venire anche mio marito l'indomani perché Ilaria non gli piace.
Ilaria aveva preso una brutta infezione e stava avendo gravi problemi nella respirazione.
Passiamo una brutta notte perché anche se andavamo a Catania non ci avrebbero fatto ne entrare e i medici non ti consideravano. Ma la mattina seguente alle 7.00 andiamo a Ragusa e spieghiamo tutto al primario e cosa ne pensasse lui. Ci fa delle domande e ci dice di andare a Catania che ora lui avvisava Catania. Quando arrivo e dico che sono la mamma di Ilaria arrivano delle infermiere che subito mi fanno togliere la maglia mi lavano il petto e mi danno un camice portandomi in un'altra stanza e li' c'era Ilaria e me l'hanno messa in braccio sul petto nudo e mi hanno spiegato che con questo possibilmente Ilaria si sarebbe ripresa. Questa era la Marsupio Terapia. Dopo due ore arriva un'altra mamma e quindi mi fanno uscire e fanno entrare mio marito di nascosta da tutti gli altri la vede pochi min e basta.
Allora dopo averla vista e aver pianto torniamo a casa più morti che vivi. La notte la passammo insonne.
Al mattino quando arrivammo là, trovammo il primario e ci disse che le nostre preghiere erano state esaudite. Ilaria aveva superato l'infezione e adesso respirava da sola di nuovo.
Cosi' continuammo per altri solo 10giorni la marsupio e poi... Scoprono che ha l'intolleranza al latte e quindi trovano un latte che non le provoca allergia.
Appena supera tutto questo la passano nella SUB (stanza dove i bambini devo solo riprendersi).
Ilaria ha anche già raggiunto il 1,5 KG e inizia a mangiare dal biberon.
Il 15/02/2006 Ilaria ritorna al Maria Paterno' Arezzo di Ragusa.
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# Posté le dimanche 29 juillet 2007 09:01

Modifié le samedi 24 novembre 2007 06:05